Perla: pura eleganza (parte I)

anello perla barocca white pearl

La bibliografia sulle perle è straordinariamente ampia e affascinante, perciò mi riservo di riportare solo alcuni fra gli spunti, che amo condividere con i miei clienti.

Oggetto del desiderio ed elemento onnipresente nei corredi reali ed esoterici, la perla è considerata un regalo divino all’umanità.
In effetti si tratta di un dono, sebbene non abbia certo riscontro nella prodigalità della natura stessa, quanto in una reazione di difesa da parte di una creatura acquatica.
Non voglio spezzare la magia dei racconti mitologici con troppi dettagli scientifici, ma di fatto la perla nasce per isolare corpuscoli estranei al mollusco, i quali vengono ricoperti da strati perliferi in aragonite (carbonato di calcio), calcite e conchiolina, fino a creare una gemma organica.

Caratteristiche di base

Forma: sferica, ovale, goccia, barocca (regolare o asimmetrica).
Dimensione: dai 2 millimetri delle Akoya, ai 20 millimetri delle perle tahitiane e australiane.
Colore del corpo: albicocca, arancio, bianco, blu, bronzo, champagne, cioccolato, crema, giallo, grigio, nero, oro, pesca, prugna , porpora verde, rosso violetto.
Lucentezza: detta anche oriente, fenomeno ottico prodotto dalla decomposizione della luce che attraversa gli strati di nacre (cristalli di aragonite e calcite), prodotta dall’insieme di interferenza e di diffrazione.
Riflesso: colore secondario sulla superficie della perla. Il riflesso è creato dalla interferenza della luce bianca sugli strati di madreperla, e dalla diffrazione della luce sugli strati di madreperla nei colori che la compongono.
Misure: Grano. Unità di misura utilizzata per diamanti e perle naturali. Un grano equivale a 0,25 carati.

Estrazioni e tipologie

Perle dei mari del sud: Importanti e prolifiche coltivazioni ed estrazioni si trovano presso le regioni costiere dell’Australia (perle di Broome), Indonesia, Filippine. Le perle dei mari del sud, sono grandi, spesse, lucenti e satinate, in tinte dorate, argentate e bianche.

Perle Akoya: In Giappone si trovano queste varietà, coltivate dal 1893 su idea di Kokichi Mikimoto. Più piccole delle perle australiane e cinesi, sono perfettamente rotonde e con colori che vanno dal bianco, crema e rosa, al rosa argentato . Le più pregiate sono le perle Hanadama.

Perle tahitiane: Nella polinesia francese, isole Gambie, abbiamo fra le più spettacolari perle naturali e coltivate. Le più preziose sono quelle nere, anche se in realtà le tinte sfumano dal grigio argento al nero, con toni blu, verde e viola.

Perle Freshwater: Sono perle d’acqua dolce, coltivate sopratutto in Cina grazie a una tradizione iniziata nel XIII° secolo. Hanno infinite forme e tinte, con una struttura estremamente solida perché fatte interamente di madreperla, senza nucleo.

Perle Keshi (in giapponese significa Semi di Papavero): provenienti sia da colture di acqua salata che dolce, sono rare espulsioni dei nuclei , rigettati dal mollusco.

Perle di Cortez: Originarie della California, sono quasi estinte nella versione naturale, come le Perle Mabe, perciò vengono coltivate . Sono estremamente belle e con colorazioni inusuali.

Perle Conch: esistono esclusivamente nella variante naturale, prodotte nelle acque caraibiche. Uniche e preziose, hanno un particolare flamage, per cui la superficie della perla sembra essere in fiamme. Non sono in madreperla ma composte da concrezioni calcaree. Hanno forma barocca, piccole dimensioni e tinta bianca o rosata.

Curiosità

Come distinguere le perle coltivate e naturali da quelle d’imitazione?
Strofinare con delicatezza la perla contro il bordo di un dente. Quella autentica è un po’ ruvida a causa della consistenza della madreperla naturale. La seconda è levigata come il vetro, perché la superficie è stampata o dipinta su un cordone liscio.